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Israele rilancia colonizzazione in zona E1

Israele rilancia colonizzazione in zona E1

E’ il corridoio tra Gerusalemme Est e l’insediamento di Maale Adumin che, se colonizzato, impedirà la nascita di uno Stato palestinese con un territorio omogeneo

giovedì 6 giugno 2013 13:50

Gerusalemme, 6 giugno 2013, Nena News – Israele si prepara a costruire un nuovo svincolo stradale a vantaggio dei coloni nella Cisgiordania palestinese occupata, in particolare in quel delicato corridoio di terra, tra Gerusalemme Est e la colonia di Maale Adumin, noto come «zona E1». Lo riferisce il quotidiano israeliano Haaretz facendo riferimento a una riunione della Commissione governativa per la pianificazione in corso oggi e che con ogni probabilità approverà in via definitiva il progetto.

Sul terreno il progetto riguarda poche centinaia di metri ma il fatto che sarà realizzato nella «zona E1» conferma l’intenzione delle autorità di governo israeliane di proseguire la colonizzazione anche in quel lembo di terra, tra Gerusalemme e la Valle del Giordano, pregiudicando la possibilità che possa vedere la luce uno Stato palestinese con un territorio omogeneo.

Il governo israeliano alla fine di novembre dello scorso anno annunciò la sua intenzione di costruire migliaia di abitazioni per coloni tra Gerusalemme Est e Maale Adumin, in risposta all’accoglimento nell’Assemblea dell’Onu della Palestina quale Stato osservatore non membro. Annuncio che provocò nei giorni successivi critiche da parte dei governi europei e di altre parti del mondo, non seguite però da azioni concrete.

L’importanza strategica della «zona E1» è confermata anche dalla posizione degli Stati Uniti ch, pur essendo stretti alleati di Israele, si sono sempre opposti alla colonizzazione di quel corridoio di terra, nella consapevolezza che quel passo israeliano potrebbe pregiudicare qualsiasi possibilità di un accordo tra le parti.

Il progetto del nuovo svincolo stradale è stato peraltro reso pubblico a pochi giorni dal ritorno in Medio Oriente del Segretario di stato Usa John Kerry che, nella sua quinta missione nella regione in quattro mesi, intende dare continuità al suo tentativo di rilanciare il negoziato israelo-palestinese.

Nena News

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Pubblicato da su giugno 7, 2013 in Varie

 

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Vittime dimenticate

Articolo tratto dal sito del TG3:
27/01/2013

ESTERI – Migliaia di sopravvissuti all’Olocausto lasciati nell’indigenza in Israele

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Un quarto dei sopravvissuti all’Olocausto residenti in Israele vive in condizioni di povertà e un terzo in solitudine. Questi i dati riportati dalla Fondazione per il sostegno alle vittime dell’Olocausto, resi noti dal quotidiano Haaretz in occasione della Giornata internazionale della Memoria. Secondo le statistiche, l’87 % dei sopravvissuti all’Olocausto che hanno fatto richiesta di aiuti finanziari vive con meno di 5mila sheqel al mese, poco meno di mille euro, mentre il 58 per cento vive con circa 3mila sheqel al mese,  meno di 600 euro.

Inoltre, il 70 per cento dei sopravvissuti che si sono rivolti alla Fondazione non possono permettersi cure odontoiatriche, mentre il 18 per cento ha bisogno di aiuto per acquistare gli occhiali da vista. I dati della Fondazione indicano che 10mila sopravvissuti in Israele non hanno familiari in vita e oltre un terzo di loro, di cui la metà vedovi o vedove, vive da solo. Molti dei sopravvissuti che hanno familiari ancora in vita, invece, dichiarano di non avere alcun contatto con loro.

Lo scorso anno, si legge ancora nelle statistiche della Fondazione, sono deceduti 12.800 sopravvissuti. Due terzi dei sopravvissuti ancora in vita hanno più di 80 anni e il 46 per cento supera gli 86. Dei 200mila sopravvissuti che attualmente vivono in Israele, il 70 per cento sonodonne. Tra tutti i sopravvissuti, 123mila hanno ricevuto aiuti dalla Fondazione in un periodo della loro vita e oltre la metà dei 56.275 sopravvissuti destinatari di aiuti nel 2012 vive nelle periferie delle città israeliane.

 
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Pubblicato da su gennaio 28, 2013 in Varie

 

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