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1° Marzo, per non dimenticare

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Oggi si celebra la ricorrenza di un avvenimento vergognoso che però non trova spazio in “giorni della memoria”, nè in servizi sui telegiornali, nè in speciali di tarda serata sui canali culturali, nè in documentari di approfondimento su Rai Storia.

Il primo Marzo del 2004 i primi lastroni ci cemento alti nove metri furono posati a Betlemme, vicino alla tomba di Rachele, a pochi passi dal Caritas Baby Hospital, unica realtà di ospedale pediatrico in tutta la Palestina, a pochi chilometri da Gerusalemme, a pochi metri dall’insediamento ebraico di Ghilo, a Gerusalemme est.

Questi primi blocchi di cemento furono l’inizio della costruzione del muro di separazione che corre per più di 700 chilometri lungo buona parte del confine confine Cisgiordano con Israele, e che di fatto confina i Palestinesi in una prigione a cielo aperto.

La costruzione di questo mostro, di questo monumento alla depravazione umana, è stato ed è tutt’oggi teatro di orribili ingiustizie, di crimini perpetrati contro il popolo palestinese, di confische di terre, di sradicamento di uliveti, di abbattimeti di case, di deprivazione di fonti idriche palestinesi, che vengono sempre “sapientemente” tenute dal lato israeliano del percorso del muro.

E’ ancora vivo in noi il ricordo della caduta del muro di Berlino, ma ci siamo dimeticati di questo muro, mai come oggi invece dobbiamo denunciare l’ingiustizia, la profonda disumanità dell’esistenza di questo muro, oggi che la sua costruzione minaccia le case e gli uliveti degli abitanti della zona del “Cremisan”, a Beit-Jala.

Dobbiamo parlarne, dobbiamo smuovere le coscienze della gente, perchè finchè non sarà la gente tutta a volere che le cose cambino, che il muro di separazione venga abbattuto, che cessi l’occupazione illegittima della Palestina, niente cambierà, anzi, potrà solo peggiorare.

E se vi serve un aiuto per trovare un motivo per indignarvi, leggete qui sotto la testimonianza delle sorelle del Caritas Baby Hospital:

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Pubblicato da su marzo 1, 2013 in Varie

 

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1° Marzo, la nascita del muro di separazione

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1° Marzo 2004, i primi sei blocchi di cemento alti 8 metri furono posati tra Betlemme e Gerusalemme, a pochi metri dal Caritas Baby Hospital, quello fù l’inizio della costruzione dell’orribile muro di separazione che oggi corre per più di 700Km intorno alla Cisgiordania (West Bank), stringendo i palestinesi in un disumano assedio che li sta privando della libertà, della speranza in un futuro di pace, della vita.

Oggi più che mai è importante non dimenticare l’orribile crimine che si sta consumando ai danni del popolo palestinese, oggi che le ruspe dei soldati israeliani minacciano di distruggere case e uliveti palestinesi nella zona del “Cremisan”, per far posto a quella vergogna, quell’avanzo vomitato di apartheid che è il muro di separazione.

Questo sta per accadere a Beit Jala, a pochi passi da Betlemme, quella Betlemme che aveva popolato i nostri sogni di bambini, con la grotta, il bue, l’asinello, e quel bambino così speciale, venuto a salvare l’umanità da se stessa. Oggi Betlemme è la città dei campi profughi di Dheisheh e Aida, la città delle incursioni notturne e degli arresti arbitrari, la città delle proteste non violente soffocate nel sangue, cinta d’assedio da insediamenti israeliani sempre più grandi e soffocanti, popolati da coloni ebrei bellicosi e violenti. Ma soprattutto Betlemme, come tutta la Cisgiordania, oggi è un bambino in lacrime che tenta di restare aggrappato ad una vita che inesorabilmente sta abbandonando il suo corpo, mentre esala gli ultimi respiri chiuso in un sacco nero dell’immondizia di cui doversi disfare, da buttare via, da dimenticare.

Questo sacco dell’immondizia altro non è che il muro di separazione, e se noi non ascoltiamo quel pianto, quell’invocazione di aiuto, siamo corresponsabili del crimine che si sta consumando.

E’ per questo che vi invitiamo a partecipare all’incontro che si terrà il prossimo 1° Marzo in sala civica a Bussolengo ore 20.45.

Qui vi riporto la mail di presentazione dell’evento che ho ricevuto dalla Onlus “Vivere con dignità”, che invito tutti a diffondere quanto più possibile, perchè dobbiamo essere in tanti ad aprire gli occhi, dobbiamo essere in tanti ad ascoltare l’invocazione di aiuto che ci arriva dalla martoriata terra di Palestina, dobbiamo essere in tanti a volere un cambiamento, altrimenti tutto resterà così com’è, se non peggio.

Vi invito anche a diffondete il volantino dell’evento: Volantino serata 1° marzo .

Qui la mail:

Carissimi

è con grande gioia che vi invito alla serata ” PALESTINA : STORIE DI RESISTENZA NONVIOLENTA” che Vivere con Dignità Onlus
organizza per il 1° marzo p.v. in sala civica a Bussolengo ore 20.45.  Vogliamo “celebrare”insieme un triste anniversario :
il 1° marzo 2004 sono stati posti i primi 6 blocchi di cemento alti otto metri richiudendo Betlemme in una prigione.
Sarà un modo per conoscere la situazione palestinese ed alcune persone che resistono con azioni nonviolente in quella terra tanto amata ma anche tanto dimenticata da tutti.
In collaborazione con Aiuto Bambini Betlemme e i giovani delle parrocchie di Bussolengo, abbiamo invitato Luca volontario di Operazione Colomba nel villaggio di At-Twani.
Ogni giorno questi giovani volontari, accompagnano i bambini palestinesi a scuola, proteggendoli dalle provocazioni e violenze dei coloni.
Sentiremo in collegamento le suore del Caritas Baby Hospital, unico presidio medico pediatrico per tutti i territori palestinesi. Le loro storie quotidiane  di resistenza con le mamme e i bambini, raccontano meglio di qualunque servizio televisivo, cosa vuol dire vivere a Betlemme.
Infine i giovani racconteranno il loro viaggio in Palestina testimoniando che un modo per aiutare la pace, è andare e vedere di persona la realtà.
Per capire meglio, ci sarà un introduzione storica-politica di Claudio.
Vi prego,  diffondete il più possibile l’iniziativa e vi invito caldamente ad essere presenti.
Un abbraccio
 
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Pubblicato da su febbraio 21, 2013 in Varie

 

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