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Archivio mensile:aprile 2013

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Buon compleanno Ramez!!

Ci sono degli incontri che per quanto fugaci ti resteranno dentro per tutta la vita…

Buon compleanno Ramez!!

 
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Pubblicato da su aprile 29, 2013 in Varie

 

Tanti auguri Ramez!!

Tanti auguri piccolo grande Ramez!!… Sei sempre nei nostri pensieri!!…

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Pubblicato da su aprile 23, 2013 in Varie

 

Gaza vista dai disegni dei suoi bambini

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Per caso in internet mi sono imbattuto in questi disegni. Sono i disegni fatti dai bambini gazawi, questa è la realtà, la “normalità”, vista da occhi di bambini: bombardamenti, morte, distruzione, oppressione, ingiustizia.

http://www.palestinalibre.org/articulo.php?a=34626

Pensiamo alla realtà come la percepiscono i nostri di bambini, la scuola, gli amichetti, i giochi, la serenità, i capricci, poi riguardiamo questi disegni e chiediamoci se sia giusto che un bambino nella sua infanzia viva l’esperienza di corpi sventrati, case distrutte, fratelli, gentori, amici persi nei bombardamenti.

Domandiamoci per quale motivo un bambino gazawi debba trovarsi a seppellire sua madre, o suo padre, o suo fratello, domandiamoci per quale motivo un bambino debba vivere imparado ad abituarsi alla morte e alla distruzione, domandiamoci per quale motivo un bambino gazawi, quando esce di casa, quando va a scuola, quando gioca a pallone tra le vie di Gaza, quando va a dormire, rischi da un momento all’altro di morire sotto le bombe israeliane.

La risposta è semplice… Perchè li abbiamo dimenticati.

Beh ma, penserete, è da un pezzo che non si sente di bombardamenti o di uccisioni a Gaza… Eh certo, questo è quello che i nostri mezzi di informazione “occidentali” ci permettono di sapere a riguardo, cioè niente. Le uccisioni e i bombardamenti a Gaza sono all’ordine del giorno, sta a noi decidere di vederli e di denunciarli, o far finta che non esistano.

Ma sarebbe come fingere che quei bambini non esistano.

 
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Pubblicato da su aprile 18, 2013 in Varie

 

Operatori di pace… Moni Ovadia.

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Ieri sera, teatro Stimmate a Verona, appena finita una serata travolgente dove Padre Alex Zanotelli e Moni Ovadia si sono scambiati un ping pong di funambolismi verbali che hanno lasciato il pubblico incantato, scosso e  pensieroso.

Gli argomenti, troppi quelli che hanno toccato i due virtuosi perchè li possa citare tutti, si è parlato di rivolta pacifica, di sovvertimento dell’imperialismo (quello finanziario delle banche, si intende), di “primavera”, di dignità, di rispetto per le donne, di “land grabbing”, letteralmente “sgraffignare terra”.

Lo sapevate che L’Italia è al primo posto in Europa per “land grabbing” in Africa? Cosa vuol dire? Che siamo i primi in Europa a rubare terre agli africani. Siamo stati i più bravi, fino ad oggi ne abbiamo rubata più di tutti gli altri… Come? Non chiedetemelo…

Finita la serata salgo sul palco a salutare e ringraziare P. Alex Zanotelli, poi è il turno di Moni Ovadia, capelli lunghi e folta barba bianca, in testa un copricapo simile alla kippa ebraica, sembra un sacerdote, anzi se non fosse per la kippa sembrerebbe Garibaldi.

Non sapevo che Moni Ovadia fosse ebreo, l’ho scoperto nel corso della serata.

Gli stringo la mano: “Sig. Ovadia, la ringraziamo per l’intensa serata che ci avete regalato”

Ovadia: “Grazie a voi per aver partecipato”

Io: “Sa… Io e mia moglie siamo molto vicini alla Terra Santa e seguiamo regolarmente la situazione”

Ovadia rattristato: “…Non mi parlare di quel posto… Quello che sta succedendo lì è sconvolgente, incredibile…”

Confuso continua: “…Davvero non capisco come possa succedere quel che sta succedendo lì… Hanno arrestato un ragazzo israeliano perchè stava protestando pacificamente contro la politica di occupazione… Hanno arrestato un cantante palestinese per lo stesso motivo!… Davvero non capisco…”

Poi continua: “…Si parlava di land grabbing poco fa… Beh quello è il posto dove il land grabbing si sta consumando in modo feroce… Ma lo sapete com’è suddiviso lì il territorio pubblico? Che poi pubblico non è, quel terreno era di qualcuno, è terreno illegalmente occupato… Beh… il 34% è in mano a coloni israeliani… Solo l’1% è concesso a palestinesi… Riuscite a capire?… Inconcepibile…”.

Io: “…sa, siamo stati anche alla tomba di Abramo, a Hebron… Lì la divisione si sente nell’aria…”

Ovadia: “…ma lasciamoli stare i luoghi di culto religioso, in fin dei conti sono solo degli edifici no? Ho letto una cosa una volta di un saggio della filosofia zen… Se per salvare anche solo una vita umana dovessimo distruggere tutti i luoghi di culto di tutte le religioni del pianeta, beh… Per quanto mi riguarda ci si possono aprire dentro dei sushi bar…”

Grazie Moni…

 
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Pubblicato da su aprile 4, 2013 in Varie

 

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Caro Presidente Obama… spero che non resterai zitto!

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di Mohammed El Kurd – The Guardian, domenica Signor Presidente, tu hai il 17 marzo 2013

Caro Presidente Obama,

Ho 14 anni e vivo nel quartiere palestinese di

Sheikh Jarra, Gerusalemme Est. Circa 4 anni

fa, io e la mia famiglia siamo stati sfrattati da

una parte della nostra casa da coloni israeliani,

sulla base di sentenze del tribunale israeliano.

Il processo ha reso la vita, per me e per decine

di migliaia di palestinesi, quasi insopportabile.

I coloni lavorano per il controllo israeliano di

tutta Gerusalemme Est, a volte usando la violenza

contro i palestinesi.

Una volta questa era una bellissima zona. Tutti

erano vicini, e prima che una parte della mia

casa ci venisse sottratta, non avevo mai paura

di andare a dormire. Non avevamo preoccupazioni.

Adesso non è più un quartiere palestinese.

Tutti i segnali sono in ebraico, e anche la musica.

Le persone che sono state sfrattate hanno sofferto

perdite finanziarie ed emotive. Mio papà

ha smesso di andare al lavoro per circa un anno,

perché era così affollato e pericoloso e ogni

giorno c’era tensione e violenza, cosicchè semplicemente

non poteva lasciarci soli a casa con

i coloni. I bambini piccoli bagnavano il letto.

Mia sorella non riusciva a dormire. I coloni

hanno un cane nella nostra casa e ogni volta

che lui passava, lei si faceva la pipì addosso.

Questa cosa ci ha distrutto. Eravamo una grande

famiglia, e adesso ognuno vive in una città

diversa. Stiamo male, e non abbiamo certezze

su quello che succederà qui. Bambini della mia

età e più piccoli vengono regolarmente arrestati,

interrogati e picchiati dalla polizia israeliana,

e attaccati violentemente dai coloni. Per la

maggior parte della mia vita mi sono sentito

insicuro e minacciato nel mio stesso quartiere e

perfino dentro casa mia.

Signor Presidente, tu hai il potere di cambiare

tutto questo. La cosa più semplice che puoi fare

è vedere la nostra situazione di persona e parlarne,

vedere la realtà e dire ciò che vedi. Non è

come se tu non sapessi cosa succede qui. Sono

sicuro che tu sai tutto.

In questo viaggio, spero che parlerai contro il

ruolo del governo israeliano nel sostenere i

coloni e che farai pressioni sul governo israeliano

perché cambi le sue politiche. L’aiuto

militare statunitense a Israele viene utilizzato

direttamente contro manifestanti palestinesi

disarmati. Spero che in futuro smetterai di dare

aiuto militare per sostenere l’occupazione illegale

di Israele sul mio popolo.

Spero anche che in futuro la giustizia torni alla

popolazione. Spero che il mondo comincerà a

parlare contro l’oppressione che fronteggiamo

nel mio quartiere e (l’oppressione) contro tutti i

palestinesi. Che tu e altri non resterete in silenzio

mentre le nostre case ci vengono tolte, mentre

i bambini vengono arrestati e feriti, e il nostro

futuro minacciato.

Signor Presidente, vogliamo indietro le nostre

case. E la nostra terra pre-1948. Non è giusto

quello che sta succedendo qui, e la maggior

parte del mondo non se ne rende conto. Così, se

io potessi esprimere un desiderio, vorrei ridare

a ciascuno i suoi diritti. Da una piccola palla

che hanno rubato a un bambino in strada alla

grande fattoria che hanno rubato a un nonno.

 
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Pubblicato da su aprile 4, 2013 in Varie

 

Abuna Mario

Via crucis a Cremisan

Quando questa sera le porte del Sepolcro si sono chiuse con Gesù dentro, ho pensato subito a domani mattina quando le troveremo aperte con Gesù che non sarà più dentro! La bellezza e la grazia di essere a Gerusalemme è proprio questa : vedere la tomba vuota con i tuoi occhi! Domattina sentiremo le parole dell’angelo risuonare ancora una volta : “Non è qui…è risorto!”

Mentre nella Basilica del Santo Sepolcro noi canteremo l’Alleluia pasquale, voi nelle vostre chiese avrete ancora qualche oretta da attendere. Ma uscendo dal Santo Sepolcro la situazione si capovolge e così noi ancora stiamo aspettando di cantare l’Alleluia e di celebrare la nostra Pasqua di Risurrezione…ma è questione di tempo.  Ci vorrà qualche ora o qualche giorno o qualche mese o qualche anno ma non basteranno le porte chiuse, non basteranno i muri, non basteranno i soldati, non basteranno le armi…la Potenza della Risurrezione…

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Pubblicato da su aprile 2, 2013 in Varie

 
 
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