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Archivio mensile:dicembre 2011

Perche’ ci sono cosi’ tante nascite di bambini “diversamente abili” in Palestina?…

 

Per la verita’ non sappiamo se il fenomeno sia circoscritto alla Palestina o in altre zone del medio oriente, quello che abbiamo scoperto e’ che la nascita di tutti questi bambini handicappati e’ dovuta al costume diffuso e radicato in questa terra di sposarsi tra parenti anche di primo grado, non conosciamo i motivi che hanno portato a questo malcostume, se ci siano dietro motivi economici o altro, abbiamo chiesto ma nessuno ci ha saputo rispondere, forse e’ semplicemente una tradizione.

Sahar (la moglie di Adel, la famiglia che ci ospita a Betlemme) ci ha spiegato che da un po’ di tempo in alcuni posti della Palestina (non in tutti) e’ stato introdotto l’obbligo di eseguire due test genetici in grado di escludere o meno la possibilita’ di concepimento di figli handicappati tra coppie imparentate, se i test sono positivi la coppia non si puo’ sposare.


C’e’ poi il problema del concepimento di figli al di fuori del matrimonio. Nel contesto sociale e culturale musulmano (ricordiamo che in questa terra convivono non troppo pacificamente tutte le tre religioni monotesiste e tutte le confessioni cristiane) se una donna concepisce un figlio al di fuori del matrimonio viene emarginata dalla famiglia quando non viene uccisa, perche’ per loro e’ considerato un disonore per tutta la famiglia. Centri come l’orfanotrofio “La Creche” si occupano della ragazza madre e del bambino prima e dopo il parto, le fanno partorire in segreto e le rimandano a casa con un po’ di soldi cosicche’ possano raccontare di essere state a lavorare durante la loro assenza, di solito infatti riescono a nascondere alla famiglia la gravidanza fino all’ultimo., questi centri poi si occupano dei bambini quando non possono tornare a casa con la mamma.


Quando i bambini nascono handicappati vengono indirizzati in centri come quello in cui stiamo facendo servizio. L’altro ieri e’ arrivata Maria, una bellissima bambina di 3 mesi e messo e 2,8Kg, e’ nata macroencefalica ed e’ gia’ stata operata, cosi’ piccolina con i suoi occhioni (da uno non vede) sembra una scimmietta, le sorelle si occupano di lei con le cure amorevoli di madri, la sua vita e’ iniziata molto in salita.

 

Finisco dicendovi che Monica e’ ancora KO, ha la febbre anche oggi, e che oggi ho conosciuto un ragazzo “clown” che e’ appena ritornato da Gaza…Ma cosa ci faceva a Gaza?…Lo scoprirete nella prossima puntata…

Un abbraccio a tutti da Gian e Monica

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Pubblicato da su dicembre 29, 2011 in Betlemme 2011

 

Parliamo di Ramez…

Ieri abbiamo fatto la doccia Ramez, e’ un bambino del centro “Hogar ninos Dios” di circa 5 anni, e’ sordomuto, la spina dorsale e’ una contorta “S” che gli attraversa la schiena, i piedi ripiegati all’indietro gli impediscono di camminare ma cammina sulle ginocchia, il cranio ha una forma schiacciata ai lati e allungata in una forma ovale che fa pensare a problemi mentali, invece Ramez e’ molto intelligente per quel che e’ la sua situazione, con i gesti ti fa capire tutto quello che vuole, ieri si batteva la mano sul capo e si tirava su i vestiti per farci capire che voleva fare la doccia, e’ molto affettuoso, oggi mentre giocavamo insieme non la smetteva di ridere, a suo modo…

La mattina di ieri, alle 7:30, dopo una calma e finalmente non affollata messa nella grotta della Nativita’ e una visita alla “Grotta del latte” (una grotta dove si dice che a Maria fosse caduta una goccia di latte mentre allattava Gesu’, la roccia della grotta e’ diventata bianca e se una donna ne beve la pietra polverizzata e diluita rimane incinta), in una splendente e calda mattina siamo andati a passeggio per il Suk (mercato) con Ramez, Alah (un bambino con ritardo mentale) e Alexis (un volontario cileno). Betlemme si sgranchiva e iniziava i suoi soliti gesti quotidiani, negozi che aprivano, gente in giro per la strada, chi per andare a lavoro, che per fare spesa tra colori di vestiti e frutti enormi, profumi di spezie e cibi esotici  e l’aroma del pane arabo appena sfornato.

Durante il cammino Ramez ha ricevuto in regalo un the’ (chai in arabo) da un giovane che se l’era appena comprato per berlo, una banana da un negoziante del mercato quando ci siamo fermati davanti alla sua bancarella, e un cioccolatino da una attempata signora sotto le scale che portano alla Nativita’, che mentre aspettavamo di attraversare la strada ha avuto il tempo sufficiente per provare compassione per lui e tendergli una mano, questo la dice lunga sulla sensibilita’ della gente Palestinese, sono tutti cortesissimi e molto ospitali, se glie lo chiedi ti danno il cuore.

Sono sicuro che Ramez, se non avesse i problemi che ha, da grande sarebbe diventato un grande uomo, sorella Corazon (una delle “Hermanas del verbo encarnado” che portano avanti il centro) ci ha detto che verra’ operato ai piedi e potra’ camminare (non si sa quando) e che verranno rimosse chirurgicamente anche le occlusioni del condotto uditivo che gli impediscono di sentire, a quel punto potra’ vivere una vita quasi normale, e noi ce lo auguriamo tutti no?…

Ma perche’ qui in Palestina ci sono cosi’ tante nascite di bambini handicappati?… Volete saperlo?…Alla prossima puntata….

P.S: seguiranno molte altre storie e i contatti per poter aiutare (anche economicamente se volete) le sorelle nel loro importantissimo lavoro.

Un abbraccio a tutti, ho una moglie malata che mi aspetta…

 
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Pubblicato da su dicembre 28, 2011 in Betlemme 2011

 

Vi raccontiamo un po’ di storie…

Ciao a tutti, speriamo abbiate passato un buon Natale, vi sto scrivendo da un internet cafe’ di Nativity street, la via centrale di Bethlehem, Monica oggi e’ rimasta a letto con la febbre, niente di grave, io nel pomeriggio ho sfornato 2 placche di pasticcio per i bambini del centro, mi sono fatto un gran c…uore ma ne e’ valsa la pena, domani a pranzo vediamo cos’e’ venuto fuori..

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Questo pomeriggio e’ passata di li’ una comitiva di italiani di Modena per visitare il sito, mi raccontavano che in giro per Betlemme un ragazzo ha chiesto loro se erano italiani, hanno risposto di si e il ragazzo ha esclamato tutto contento ” ah si? italiani?….Forza Padania!!…”.

Va beh, sorvoliamo…non e’ questa la storia che voglio raccontarvi…

 
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Pubblicato da su dicembre 28, 2011 in Betlemme 2011

 

Buon Natale da Betlemme

 

Ciao a tutti, siamo reduci da una vigilia ed un giorno di Natale unici, indimenticabili!

Ieri a Betlemme era festa grande, il Patriarca di Gerusalemme ha attraversato il check point e raggiunto la Basilica della Nativita’, ad accompagnarlo centinaia di gruppi scout provenienti da tutte le citta’ della Palestina e non, Ramallah, Nazareth, Hebron e molte altre, che in parata nelle loro colorate uniformi hanno accompagnato la sua entrata in Betlemme suonando tamburi e cornamuse. Io e Monica la mattina, dopo una breve  visita al centro “Hogar Ninos Dios”, il centro di accoglienza per diversamente abili in cui presteremo servizio per tutto il periodo, abbiamo accompagnato alcuni dei bambini in Manger Square (la piazza della Basilica della Nativita’) per assistere alla parata.

E’ stato un bellissimo momento, in citta’ l’atmosfera era elettrica, si sentiva nell’aria l’importanza dell’evento imminente, la gente di Betlemme sente molto l’arrivo del Natale e lo vive con un sentimento di festa e di euforia che rende ancora piu’ gioiosa questa festa.

La sera sotto il diluvio, in fila per entrare nella Basilica, abbiamo condiviso la magia del momento con persone provenienti da tutto il mondo. La veglia ha visto un ospite d’eccellenza, il presidente palestinese Abu Mazen, che compostamente ha seguito la cerimonia e ha lasciato il suo posto solo dopo l’omelia del Patriarca Foued  Etwall, che ha focalizzato l’attenzione sulla ricerca di una pace duratura non solo per la Palestina, ma per tutto il Mondo, auspicando che tutti noi, come fecero i pastori nella notte santa, accogliamo la venuta del salvatore a andiamo ad annunciarla per le strade di tutto il mondo.

La cerimonia si e’ chiusa con la deposizione del bambino nella grotta della nativita’, dove abbiamo assistito ad una seconda messa (rigorosamente in latino) ancor piu’ toccante della prima. Il momento dello scambio della pace, stringendo mani che si scambiavano il loro augurio ognuno nella propria lingua, ha assunto in quel luogo un significato enorme.

Stamattina ancor piu’ toccante e’ stata la messa insieme ai bambini del centro, il sacerdote dopo aver recitato insieme all’assemblea il Padre nostro in arabo (la messa si e’ svolta in spagnolo e in arabo), durante l’eucarestia ha posato il calice del vino sul capo di ognuno dei bambini in segno di benedizione.

Dopo il pranzo con Gloria, una gentilissima signora di Betlemme senza il cui aiuto questo viaggio non sarebbe stato possibile,  abbiamo raggiunto a piedi (ancora sotto il diluvio) la grotta dei pastori per un’ultima preghiera di Natale. Degno di nota e’ il murales che abbiamo incrociato lungo il nostro cammmino a Beit Sahour (vedi foto):

La giornata si e’ conclusa in compagnia della nostra nuova famiglia palestinese, in un bellissimo clima di fratellanza ed affetto che ci restera’ nel cuore per tutta la vita!

L’amore in ogni angolo del modo lo si prova sempre alla stessa maniera…Buon Natale!

 
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Pubblicato da su dicembre 25, 2011 in Betlemme 2011

 

Primo giorno a Betlemme

Ciao a tutti!! Saro’ telegrafico perche’ sono due giorni che non dormiamo e sto usando una tastiera che ha tutti i tasti scappottati e non trovo neanche le lettere accentate.

Stamattina ore 4:00 circa siamo atterrati in suolo israeliano, anche se gia’ al terminal di imbarco a Roma Fiumicino sembrava gia’ di essere in Israele, con tutti quei signori che giravano con la kippa in testa (tipico copricabpo ebraico).

Tirato l’alba in aeroporto abbiamo raggiunto in una quarantina di minuti di sherout (taxi collettivo) la mitica Gerusalemme. Al “Christiaq information centre, alla porta di Jaffa, abbiamo ritirato i nostri biglietti per LA VEGLIA DI DOMANI ALLA BASILICA DELLA NATIVITA’, raggiunto il vergognoso muro di divisione dei territori palestinesi da Israele, e passato indenni il check point (non ci hanno neanche chiesto il passaporto).

Di la’ ci aspettava la mitica Gloria, ex suora che ci ha aiutato moltissimo a realizzare il nostro progetto, che ci ha portato a conoscere la famiglia palestinese che ci ospitera’ per tutto il periodo.

Una famiglia eccezionale! Molto ospitali, 4 figli (2 maschi e 2 femmine) uno piu’ bello dell’ altro.

Il pomeriggio abbiamo visitato il centro “Hogar ninos Dios” nel quale faremo attivita’ di volontariato per tutto il periodo. Che dire, forte,difficile, impegnativo, importante,gratificante…Domani scendero’ nei particolari e aggiungero’ qualche foto per rendere la storia piu’ appetibile.

Domani veglia di Natale nel punto dove e’ nato Gesu’!!!…e scusatemi se e’ poco…

Passo e chiudo….Buona vigilia!!!

 
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Pubblicato da su dicembre 23, 2011 in Betlemme 2011

 

Ultime ore…

Non riesco a stare fermo, non riesco a concentrarmi su niente…Quel misto di eccitazione e preoccupazione che anticipa sempre una partenza accompagna le ultime ore in suolo veronese.

Partenza ore 19:20, 2 ore di scalo a Roma e poi via!! Arrivo previsto a Tel Aviv 2:30 del mattino. Sih…ci toccherà tirar l’alba nell’aeroporto Ben Gurion, ma non sarebbe la prima volta, a Lima (Perù) ho ancora vivi i ricordi dell’aeroporto semivuoto, un angolo della zona negozi affollato di sacchi a pelo, Monica ranicchiata nel suo che dorme pacificamente ed io stravolto che non riesco a prenderere sonno e mentre mi godo la sinfonia di gente che russa (ognuno nella sua lingua) conto i minuti che ci dividono dal prossimo aereo…destinazione…la mitica Cuzco!! Ma questa è un’altra storia…

All’alba prenderemo uno sherout, “…un che?…” vi domanderete, è un taxi collettivo, pian piano raccoglie gente che si deve spostare e non parte finchè non è pieno. Percorreremo i circa 70 Km (vedi sotto) che dividono Tel Aviv da Gerusalemme e poi…beh e poi vi racconteremo…

 
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Pubblicato da su dicembre 22, 2011 in Betlemme 2011

 

Eccoci, si parte!!

Marcia della pace 2011 Foto: Monica

                                                 Marcia della pace 2011  Foto: Monica

Prova, prova, prova….breko breko…prova trasmissione…

Ciao a tutti da Gianantonio e Monica, è arrivato il momento,domani si parte!! Destinazione Betlemme!!

 

Chi non ha mai sognato una volta nella vita di trascorrere il natale a Betlemme? Beh non per farvi dell’invidia ma per noi quel momento è arrivato!

“Ma perchè condividere questa esperienza con noi tramite un Blog?” vi chiederete voi, l’idea l’abbiamo ereditata dal nostro amico Marco che in occasione del suo servizio civile nel corso del 2011, insieme a Miriam, ha condiviso la sua esperienza in Israele/Palestina con questo blog che vi consiglio vivamente http://www.ilvolodeltlamim.it/, abbiamo pensato che l’esperienza che stiamo andando a fare merita di essere condivisa.

Ma cosa mai andremo a fare a Betlemme sotto Natale? Mah,boh…qualcosa ci inventeremo…

Non c’è bisogno di dirvi che pregheremo, anzi, nel luogo dove è nato Gesù (vedi foto sotto) pregheremo anche per tutti voi che sarete qui in Italia a strafogarvi di leccornie e dolciumi al pranzo di Natale (o alla cena della vigilia per i più meridionali), o vi starete scatenando in discoteca o in uno chalèt di montagna (o a sbaffarvi un bel piattone di gnocchi di malga a “Malga Lessinia”) la notte di capodanno.

Non andremo però solo a pregare, innanzitutto andremo a vedere, andremo a conoscere e capire meglio come vive un palestinese a Betlemme, con un orribile muro alto 8 metri che la divide dalla mitica Gerusalemme, con uncheck point che, se sei abbastanza fortunato da avere il permesso di andare di là, devi attraversare dopo ore di attesa , mentre un povero e annoiato ragazzino vestito da soldato ti urla di spostarti e ti fa avanzare a colpi di canna di fucile, come si fa con le pecore al pascolo. Sempre se ti va bene che il muro non lo abbiano costruito sul tuo campo di ulivi, o sul tuo “Giardino di limoni” (questo è il nome di un film che non dovete perdervi!!), o che non ti abbiano confiscato le tue terre con qualche scusa, come è successo a sud di Betlemme alla famiglia Nassar (andate a visitare il sito http://www.tentofnations.org/).

Andremo anche ad aiutare “las hermanas del verbo encarnado”, ovvero le sorelle del verbo incarnato, una congrega di sorelle argentine che nella casa “Hogar ninos Dios”, a due passi dalla Basilica della Natività, si prendono cura di persone meno fortunate di noi.

Abbiamo anche altre chicche ma non possiamo dirvi tutto subito no? Perciò seguiteci…e Buon Natale!!

 
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Pubblicato da su dicembre 21, 2011 in Betlemme 2011

 
 
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